In tutta l'attività di Officina Materga, da cui è poi scaturita la possibilità di costruite il progetto "Braccano amico fragile", qualcun avrà notato che tra i diversi "saperi" chiamati a partecipare non ci sono proprio quegli specialisti a cui la nostra società affida il compito di governare le diverse fragilità umane: sociologi e psicologi. Questo può sembrare una contraddizione o una lacuna, ma invece è il risultato di una precisa riflessione, che si può certo contestare, ma che appare tuttavia coerente con un'impostazione di fondo di tutta la nostra azione.
Non si vuole certo qui sminuire l'importanza delle discipline scientifiche della sociologia e della psicologia, tutt'altro. E' che in un percorso che mira a ritrovare il senso e le ragioni della "communitas" l'aspetto sociale ed umano non può essere delegato a soggetti esterni alla comunità stessa, ma deve poter diventare una coscienza collettiva, di cui ognuno è al contempo artefice e fruitore.
La sociologia e la psicologia si muovono guardando espressamente a ciò che , nella società e nell'individuo, si manifesta come problematico, se non addirittura come malattia. Ciò sottintende, implicitamente, l'esistenza di uno spazio "sano", o per lo meno con bassi livelli di problematicità. Spesso il giudizio su un livello di problematicità viene misurato in base a parametri prestabiliti. Per cui il soggetto - società o individuo - viene esaminato e giudicato, per poter fornire la ricetta di una cura o di un miglioramento di condizione.
Con tutto il rispetto e la validazione scientifica di questo tipo di approccio, possiamo però affermare con chiarezza che questo non è l'approccio che ci interessa e che può essere funzionale ai nostri obiettivi. Lungi dal voler entrare, con il nostro operare, nell'ambito della ricerca scientifica e/o di ottenere riconoscimenti dalla comunità scientifica, ciò che riteniamo debba essere incarnato nel nostro stesso essere, nessuno escluso, sono i valori dell'empatia e dell'humanitas.
per empatia - dal greco antico εμπάθεια, composta da en-, dentro e pathos, sofferenza o sentimento - si intende la capacità di mettersi nei panni di qualcun altro e comprendere i suoi pensieri e i suoi sentimenti. Mettersi in ascolto, senza giudicare ma essenzialmente per ricercare la vicinanza all'altro a livello cognitivo, emotivo, fisico e spirituale. Potremmo associare il termine empatia a quelli di identificazione, immedesimazione, compassione...
per humanitas si intende in sostanza il "valore" da cui scaturisce l'empatia. Ciò che definisce la natura stessa dell'essere umano come l'insieme delle qualità e condizioni fisiche, etiche e culturali che lo contraddistinguono. "Homo sum, humani nil a me alienum puto" (Sono un uomo, nulla di ciò che è umano mi è estraneo) affermava il letterato latino Terenzio. Potremmo da qui gettare un ponte al più recente "I care" di don Milani, fondatore della scuola di Barbiana e punto di rifermento del progetto assieme ad altre figure come Ghandi o Sankara.
E' in questo contesto, in questo mettersi in gioco e condividere la dimensione dell'altro, che le fragilità possono manifestarsi senza assumere i connotati della colpa. Se ci si mette alla pari degli altri, comprenderemo che nessuno è immune da fragilità. Noi abbiamo le nostre e gli altri le conoscono e le accettano. Gli altri hanno le loro e noi le conosciamo e le accettiamo. Non importa la "misura" della fragilità, ciò che conta è l'accettazione e la disponibilità ad esserci, ad aiutare. Non importa se abbiamo opinioni diverse. Siamo umani e quindi apparentati dagli stessi valori dell'humanitas e portati a comprendersi ed accettarsi per come siamo. A rispettarci e possibilmente amarci.
Questa è la dimensione in cui ciascuno di noi è chiamato ad immergersi senza riserve, perché è la precondizione della nascita, o della rinascita, della comunità.
Il nostro progetto non è certo privo di contenuti sociali o psicologici, anzi, al contrario, ne è talmente pervaso, che non è pensabile che questi contenuti siano delegati a "specialisti". Devono appartenere a ciascuno di noi, con un diverso approccio al tema che li rendano indistinguibili dal nostro stesso essere.
Carlo Brunelli